Villadose, 26 docenti a scuola di soft skills: la formazione entra in classe
L’Istituto comprensivo è l’unico della provincia di Rovigo a partecipare alla sperimentazione nazionale. A Spiaggia Romea, Lido delle Nazioni (FE), tre giornate di lavoro tra relazioni, ascolto e collaborazione.
VILLADOSE – Ventisei docenti, tutti gli ordini di scuola e tutti gli undici plessi rappresentati: l’Istituto comprensivo di Villadose investe sulla qualità delle relazioni educative e torna da Spiaggia Romea con un grande entusiasmo e un impegno concreto da portare nelle classi.
Dal 9 all’11 ottobre gli insegnanti delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado hanno partecipato a “Crescere per orientarsi”, percorso residenziale ospitato al Club Village & Hotel Spiaggia Romea, a Lido delle Nazioni, nel comune di Comacchio, in provincia di Ferrara, nel Parco del Delta del Po.
A condurre la formazione sono stati il dott. Giovanni Seghi, psicologo e psicoterapeuta, attivo nell’ambito dell’età evolutiva e dell’intervento nella scuola, e Marco Cernaz, giornalista professionista, formatore e mental coach.
Un’esperienza che ha riunito le diverse realtà scolastiche dei comuni di Villadose, Ceregnano, Gavello e San Martino di Venezze, rafforzando il confronto e la collaborazione tra colleghi.
L’iniziativa si inserisce nella sperimentazione nazionale sulle competenze non cognitive e trasversali, prevista dall’articolo 4 della legge 19 febbraio 2025, n. 22, alla quale l’IC Villadose, diretto dalla prof.ssa Nicoletta Marchetto, partecipa come unico istituto della provincia di Rovigo.
Al centro del lavoro le soft skills: capacità di ascoltare, collaborare, gestire le emozioni, affrontare gli imprevisti e costruire fiducia. Competenze che incidono sulla vita quotidiana della scuola, sulle relazioni con gli alunni e sulle condizioni che favoriscono l’apprendimento.
Attraverso esercitazioni, attività all’aperto e momenti di riflessione condivisa, i docenti si sono messi in gioco in prima persona, interrogandosi sull’effetto delle proprie parole, sulle reazioni davanti alle difficoltà e sul valore educativo dell’errore. Un messaggio ha accompagnato il percorso: riconoscere le proprie risorse, scegliere che cosa migliorare e allenarlo fino a trasformarlo in un’abitudine.
Il forte coinvolgimento e il grande entusiasmo suscitati dalla formazione sono ora il punto di partenza per il lavoro in classe: tradurre quanto vissuto in gesti quotidiani, capaci di migliorare l’ascolto, la gestione dei conflitti e l’autonomia degli studenti.
Un’esperienza condivisa che mette in collegamento tutti gli undici plessi e punta a tradursi in un beneficio quotidiano per bambini, ragazzi e famiglie del territorio.




